Prospettiva e dagherrotipo: due rivoluzioni epocali a confronto

Prospettiva e dagherrotipo: cosa li accomuna? Leggi e ragioniamoci insieme!

La prospettiva, una delle scoperte artistiche tra le più rivoluzionarie, è legata all’architetto Filippo Brunelleschi (1377 – 1446) che, a inizio Quattrocento, ne dà prova pratica attraverso due tavole: l’una con il Battistero di Firenze visto dalla porta del Duomo e l’altra con Piazza della Signoria. Dallimmagine che vi linko si può comprendere facilmente qual è il funzionamento degli esperimenti compiuti da Brunelleschi.
Grazie all’architetto Leon Battista Alberti (1404-1472), nel 1435, si ha una formalizzazione delle scoperte brunelleschiane nel trattato De pictura, dove l’accento è posto sull’imitazione spaziale del reale e dunque sulla percezione ottica dell’uomo.
Proprio quest’ultimo e il suo sguardo sul mondo, dunque, divengono protagonisti dell’arte. Le opere da questo momento sono sempre più prospetticamente realistiche e nel tempo gli artisti (tra i primi a “giocare” con la prospettiva Masaccio e Donatello) si specializzano nella realizzazione di ardite e illusionistiche composizioni, basti pensare a quelle sui soffitti (dette da sotto in su–>vedi ad esempio l’oculo nella Camera degli sposi di Andrea Mantegna nel Castello di San Giorgio di Mantova, 1465-1474).

prospettiva e dagherrotipo: Fra Carnevale e la nascita della Vergine su Confronti d'arte.

Fra Carnevale (Bartolomeo di Giovanni Corradini), La nascita della Vergine, 1467, Tempera and oil on wood.

prospettiva e dagherrotipo: carlo-crivelli-Pietà-1476

Carlo Crivelli, Pietà, 1476, Tempera on wood, gold ground

Ora proviamo a fare un salto temporale piuttosto consistente: nel 1839 a Parigi si inizia a parlare di dagherrotipomania. A utilizzare il termine per la prima volta è un giornalista francese Eugène Briffault (1799-1854).

Ma perché questa espressione?
Proprio nel gennaio del 1939 si diffonde la notizia che lo scenografo Jacques-Mandé Daguerre (1787-1851), in società con il ricercatore Joseph-Nicéphore Niépce (1765-1833), all’epoca già deceduto, ha inventato il dagherrotipo, antesignano della fotografia. Daguerre all’epoca non rivela ancora il funzionamento della sua epocale scoperta: vuole tenerlo segreto fin quando non ha la certezza che il re non approvi una legge che gli garantisca un vitalizio in cambio della sua rivelazione. Il progetto di Daguerre e Niépce deve essere, dunque, presentato alla Camera dei deputati e a sostenerlo ha dalla sua parte Francis Arago (1786-1853): noto e affermato scienziato francese, segretario dell’Accadémie des Sciences di Parigi.

Prima di proseguire, però, cos’è esattamente un dagherrotipo?
Si tratta di una sorta di fotografia ottenuta su una lastra di rame argentato, lucidata e preparata ad accogliere la luce sulla superficie (sensibilizzata alla luce) attraverso un processo chimico con vapori di iodio, per poi, nel giro di un’ora, essere esposta alla luce (il tempo di esposizione può variare in base alla quantità della luce e all’obiettivo, di solito si aggira intorno ai 10-15 minuti). Tutto ciò avviene in un apparecchio per dagherrotipi, una scatola potremmo dire, con un obiettivo e relativo tappo da usare, quando necessario, per impedire l’ingresso della luce stessa. Terminata l’esposizione il dagherrotipo è pronto per essere sviluppato attraverso dei vapori di mercurio (l’immagine iniziale, detta latente, attraverso questo trattamento, si palesa sulla superficie, permettendone la visione)

prospettiva e dagherrotipo: Baron-Jean-Baptiste-Louis-Gros-dagherrotipo-1850-57

Baron Jean-Baptiste-Louis Gros, The Salon of Baron Gros, 1850-57, Daguerreotype

prospettiva e dagherrotipo: Ron-Fasand-dagherrotipo-1840s

Ros Fasand, Woman with an Accordion daguerreotype, 1840s, Daguerreotype

prospettiva e dagherrotipo: unknow-dagerrotipo-1857

Unknown, Henri-Charles Maniglier, 1850, Daguerreotype

La legge Daguerre viene approvata dai deputati e dal re nell’agosto del 1939: Daguerre e il figlio di Niépce, Isidore (1795-1868), si assicurano un vitalazio rispettivamente di seimila e quattromila franchi. Adesso il pubblico è impaziente di conoscere il segreto che consente il funzionamento di questa “magia” ottica: il 19 agosto 1939 Arago e Daguerre tengono la loro presentazione presso l’Accadémie des Sciences. A partire da questo momento la dagherrotipia va diffondendosi un pò ovunque e migliorandosi sempre di più tanto che, quello che all’inizio sembra essere riservato a pochi eletti  ̶ dato il costo elevato di realizzazione e la complessità tecnica  ̶  già nel 1846 un piccolo dagherrotipo (cm 11 x 8: il formato più usato, soprattutto per i ritratti, di cui in quegli anni c’è un vero e proprio boom) viene fatto pagare solo 2 franchi, e i laboratori di dagherrotipia si diffondono un po’ in tutta Parigi.

Giunti ora alla fine cosa ci permette di accostare prospettiva e dagherrotipo, due scoperte  rivoluzionarie così distanti tra loro?
Si tratta di due invenzioni che pongono al centro le dinamiche dello sguardo e la visione dell’uomo, evidenziando, ognuna a suo modo, l’esigenza di rendere realisticamente quanto ci circonda: la prospettiva inizia imitando lo sguardo dell’uomo per replicarne la sua percezione ottica e spaziale e il dagherrotipo, tra l’altro servendosi della prospettiva, diventa ̶ prima della fotografia vera e propria ̶ lo strumento con il quale eternare quanto l’occhio umano cattura con la visione.
Direi due scoperte UMANISTICHE!!!

Ovviamente la storia della prospettiva e della dagherrotipia sono più estese e complesse di quanto non si intuisca da questo post. Vi lascio uno degli interessanti saggi a cui ho fatto riferimento:

Paul-Louis Roubert, 1839-1851: L’incontro tra l’uomo e la macchina, in André Gunthert e Michel Poivert (a cura di), Storia della fotografia: dalle origini ai nostri giorni, Electa, Milano, 2008, pp. 12-39.

ahhh dimenticavo: la critica d’arte ha comunque discusso molto sul concetto di prospettiva: si tratta di una costruzione convenzionale o di una riproposizione spaziale della realtà naturale? Tra i critici che sostengono la seconda ipotesi c’è Ernst Gombrich e io mi schiero con lui =))