La Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina

La Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Latina: scopriamo il suo patrimonio con Francesco Tetro

Latina, città dell’Agro Pontino, fondata con il nome di Littoria durante il ventennio fascista, è uno scrigno dell’architettura italiana del Novecento. Inaugurata il 18 dicembre 1932, vede la luce a partire dal progetto dell’architetto e urbanista Oriolo Frezzotti (Roma, 1888; Roma 1965), incaricato, solo poco tempo prima, il 5 aprile 1932, di realizzare l’impresa da Benito Mussolini (Dovia di Predappio, 1883; Giulino di Mezzegra, 1945) e Valentino Orsolini Cencelli (Magliano Sabina, 1898; Roma, 1971), presidente dell’Opera Nazionale Combattenti. Lo stesso Frezzotti cura due anni più tardi il piano di ampliamento della città che, infatti, nel 1934 diviene capoluogo di provincia.             

Oggi visitare Latina, testimone muta di un drammatico momento storico, permette di camminare in un museo a cielo aperto e vivere quella particolare atmosfera sospesa di dechirichiana memoria che le forme architettoniche creano giocando con la luce.  Tra le rilevanti costruzioni cittadine si vuole porre l’accento su quello che oggi a Latina è il Palazzo della Cultura, lungo Viale Umberto I, in quanto sede, a partire dal 1996, della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina. Quest’ultima, inaugurata ufficialmente nel 1937, con il nome di Galleria d’Arte Moderna – Città di Littoria, è collocata all’epoca della fondazione negli spazi dell’Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Veneto prima e nel piano terra del Palazzo Comunale poi. La Galleria, come emerge dal catalogo pubblicato nel luglio del 1937, vantava una collezione permanente di 397 opere tra pittura, scultura e arti applicate  ̶  donate a Littoria, dal 1932, da diverse istituzioni e da artisti, molte delle quali esposte, tra il 1935 e il 1937, alla II Quadriennale di Roma e alla XX Biennale di Venezia  ̶ , salite a circa 500 nel febbraio del 1939 e probabilmente aumentate negli anni successivi, quando il Comune cominciò ad acquistare opere d’arte.  Gli eventi bellici causano la dispersione delle opere della ricca collezione tra varie Istituzioni pubbliche della città, mentre di moltissime (diverse centinaia) se ne perdono le tracce.

Solo a partire dal 1996, con l’inaugurazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina, si espongono le opere perdute che nel corso degli anni precedenti sono recuperate, grazie all’impegno dell’attuale direttore della Galleria, Francesco Tetro, sostenuto in questo dalle istituzioni comunali e dal Nucleo del Comando di Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico.


L’odierna collezione permanente   ̶   il cui riallestimento è realizzato da Tetro e inaugurato nel dicembre 2017  ̶  non è la medesima del 1937: alle opere ritrovate, infatti, si aggiungono quelle acquistate dal Comune e quelle donate da artisti ancora viventi o dai loro eredi, nell’ottica di privilegiare la produzione artistica italiana tra le due guerre. U
no spazio della Galleria è, inoltre, destinato a importanti mostre temporanee: tra queste Sibò futurista. Omaggio a 110 anni dalla nascita di Pierluigi Bossi (16 dicembre 2017-16 gennaio 2018), in occasione della quale la figlia dell’artista, Simona Bossi, dona alla Galleria una preziosa tempera su cartone del padre: Primo Bozzetto per la nascita di Littoria (1936-‘37); o anche l’esposizione Altre stanze. Anni ’50 e ’60 (27 gennaio 2018-8 aprile 2018), realizzata grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la Banca d’Italia, con più di 40 opere tra dipinti, sculture e ceramiche di artisti, come Corrado Cagli, Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Renato Guttuso, Carla Accardi, Ugo Attardi, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Tano Festa, Mario Mafai, Mario Schifano e altri maestri.

Potete leggere l’articolo completo con l’intervista al direttore Francesco Tetro sulla Rivista Frammenti

Attraverso le sue parole si vuole contribuire alla conoscenza di questo spazio museale, protagonista indiscusso del patrimonio italiano.