Il Museo Nori De’ Nobili di Ripe

Vuoi scoprire un nuovo museo da visitare? Leggi il post dedicato al Museo Nori De’ Nobili, Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee di Ripe.

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Il Villino Romualdo e l’entrata al Museo Nori De’ Nobili di Ripe
Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Il Villino Romualdo e l’entrata al Museo Nori De’ Nobili di Ripe

Quanto vi entusiasma visitare i musei? A me sempre tantissimo e se poi si tratta di realtà per me nuove mi entusiasmo ancora di più. Grandi tesori e storie da conoscere!
Attirata dalla bellezza di alcuni borghi marchigiani che non avevo mai visitato, ho scoperto il Museo Nori De’ Nobili, Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee a Ripe, nel Comune di Trecastelli, in provincia di Ancona. Il Museo, dedicato all’artista che gli dà il nome, ha una storia giovane, essendo stato inaugurato il 7 ottobre 2012 presso il Villino Romualdo.
La visita alla collezione del Museo, composta da circa una settantina di opere di Nori De’Nobili (Pesaro, 1902-Modena, 1968), mi ha subito catturata e i motivi sono vari.

Ma chi era Nori De’ Nobili?

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Alcuni ritratti di Nori De’ Nobili

Nori De’ Nobili è stata una artista nata a Pesaro il 17 dicembre 1902 ma vissuta durante l’infanzia insieme alla madre Luisa Augusti nella settecentesca Villa Centofinestre di Ripe. La provenienza da una famiglia benestante   ̶   il padre di Nori De’ Nobili, Carlo De’ Nobili, era un ufficiale di artiglieria e la madre aveva dei legami di parentela con la famiglia nobile dei Castracane   ̶   le consentì di studiare e di frequentare ambienti sempre culturalmente frizzanti. Sin da subito, infatti, dimostrò una propensione per le arti, andata corroborandosi a seguito dei suoi viaggi, a Roma nel 1920 e nel 1924 a Firenze, dove subì l’influenza macchiaiola di personalità come Ludovico Tommasi ma anche di altri artisti come Ottone Rosai e Mino Maccari. L’equilibrio nella vita della giovane artista purtroppo ben presto venne meno a causa della morte dell’amato fratello Alberto nel 1933 ma anche del precedente allontanamento dalla Toscana che, causandole un crollo emotivo, la costrinse ad un periodo di degenza presso Villa Rosa a Bologna, e della successiva morte della madre. Nori de’ Nobili dopo questi tragici momenti non riuscì mai più a recuperare una vera e propria stabilità psicologica tanto che passò il resto della sua vita in diverse case di cura, di cui la più importante è stata sicuramente Villa Igea di Modena, dove si spense nel 1968, l’anno in cui tante donne avrebbero cominciato a lottare per dei diritti che sicuramente le sono mancati. Come mi è stato spiegato durante la visita al Museo, Villa Igea è stata tra le prime case di cura in Italia a riconoscere all’espressione artistica un valore terapeutico e grazie a questo approccio Nori De’ Nobili   ̶   nonostante il convinto mutismo in cui andò chiudendosi negli anni   ̶   potè continuare a disegnare e dipingere arricchendo ogni giorno di più la sua collezione che oggi, al di là di quelle esposte, conta oltre millequattrocento opere.

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Visitando la collezione …1

Visitando il Museo ho potuto osservare una collezione eterogenea, in cui si coglie sia la conoscenza artistica di Nori De’ Nobili, sia un linguaggio in costante evoluzione, a partire dall’iniziale realismo e dalle influenze macchiaiole, per poi passare ad una produzione onirica   ̶   a tratti accostabile alle sperimentazioni surrealiste   ̶   fino all’espressionismo esistenziale delle ultime opere, tipico di artisti del Die Brücke; senza dimenticare gli innumerevoli ed evocativi autoritratti   ̶   tutti diversi l’uno dall’altro ed anche in vesti maschili   ̶ , le particolari scelte cromatiche e iconografiche e le ulteriori influenze   ̶   ad esempio quelle metafisiche   ̶   che si riscontrano osservando la collezione.

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Visitando la collezione …2.
Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Visitando la collezione …3.

In ultimo voglio aggiungere quanto ho apprezzato l’ottima gestione e organizzazione del Museo e la preparazione della guida che mi ha accompagnato durante la visita, mostrandomi anche l’area espositiva al piano terra (da qui l’essere del Museo anche Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee): uno spazio al femminile dedicato a esposizioni temporanee contemporanee (adesso, fino al 21 ottobre 2018, vi è la mostra di fotografie di danza di Emanuela Sforza, a cura di Simona Zava).

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Il Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee del Museo Nori De’ Nobili con l’allestimento della mostra fotografica di Emanuela Sforza.

Quest’ultima cosa ha rappresentato per me una vera e propria ciliegina sulla torta: vedere come in una piccola cittadina sia presente una realtà museale importante impegnata a tramandare, storicizzandola, la conoscenza di una artista locale, ma anche a promuovere l’arte contemporanea, senza dimenticare la matrice femminile alla base del progetto, nato in onore di Nori De’ Nobili.
Per quanto riguarda le fonti a cui ho attinto per il post, al di là della spiegazione della guida e della visita al Museo, ho letto gli interventi del Sindaco di Trecastelli, Fausto Conigli, del Curatore del Centro Studi Nori De’ Nobili, Carlo Emanuele Bugatti, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Trecastelli, Valentina Marinelli, e della Dottoressa Simona Zava, presenti in alcuni pieghevoli reperiti al Museo.
Nori De’ Nobili, come è stato notato dal Dott.re Bugatti, è stata una donna che «[…] ha vissuto in maniera distruttiva, e non poteva essere altrimenti, la sua emarginazione (in quanto donna, in quanto artista, in quanto malata) […]» e per trasmettere questo suo sensibile malessere voglio concludere con la citazione di una sua frase, ricordata dallo stesso Bugatti, in cui si descrive così:

«pallida fronte sotto scura chioma,/ occhi incavati in espression febbrile,/ torbido sguardo contro il mondo vile,/ tragica donna, che non fu mai donna».

Il Museo Nori De' Nobili a Ripe
Alcune delle opere dell’ultima produzione di Nori De’ Nobili. Emerge un linguaggio esistenziale e le case di cura iniziano ad essere scelte da lei come soggetti.

Se vi capita di passare per le Marche vi consiglio la visita a questa inedita collezione che finalmente dà giusta visibilità all’arte di una donna e artista fin troppo poco ascoltata, considerata e ricordata (1).
In ultimo vi lascio il link al sito del Museo per rimanere aggiornati sulle iniziative, mostre ed eventi che organizzano.

(1) Negli ultimi anni, in accordo con la crescente attenzione del mondo dell’arte e della cultura per la produzione di Nori De’ Nobili, sono state organizzate varie mostre a lei dedicate: alla Rocca Roveresca di Senigallia, al Parlamento Europeo a Bruxelles, alla Mole Vanvitelliana di Ancona e a Milano, alla Casa delle Arti – Museo Alda Merini, la cui storia permette di istituire dei parallelismi con quella di Nori. 

Se non hai letto l’ultimo post dedicato al borgo marchigiano di Torre di Palme, ecco il link