Mentorella, luogo di meditazione, arte e natura

Il Santuario della Mentorella
La splendida visuale dal Santuario

Se amate visitare luoghi immersi nella natura, dove respirare pace e spiritualità – indipendentemente dal proprio credo/non credo – e dove godere anche di testimonianze storico artistiche, la Mentorella è una meta che dovete considerare assolutamente.
Si tratta di uno dei più antichi santuari mariani europei, collocato sul Monte Guadagnolo, nei Monti Prenestini, ad una altezza di circa 1018 metri sul livello del mare, a Capranica Prenestina, ad una sessantina di chilometri da Roma. Il panorama che si può ammirare dal Santuario è eccezionale, così come la natura in cui è immerso; insomma un luogo meditativo lontano dal caos cittadino in cui fruire di bellezze storico artistiche e naturalistiche con la calma che il contesto stesso gentilmente impone ai visitatori.

Il Santuario della Mentorella

Ora un pò di storia sul Santuario della Mentorella

La storia della Mentorella in una fase iniziale è legata a quella del martire cristiano Sant’Eustachio, convertitosi al cristianesimo durante l’impero di Traiano (98-117) proprio a seguito di una visione avuta in questo luogo. Fu poi Costantino, il primo imperatore cristiano, a voler edificare qui, nel IV secolo, un santuario dedicato al Santo, poi consacrato da papa San Silvestro prima del 335. Solo successivamente, con i Benedettini, la storia della Mentorella andò legandosi in modo indissolubile al culto mariano. In una grotta naturale tutt’ora visitabile, infatti, dimorò per due anni San Benedetto da Norcia, prima di spostarsi nella vicina Subiaco; proprio alla comunità benedettina di Subiaco risulta esser stata donata la Mentorella da Papa Gregorio Magno e sua madre Silvia (1) (si crede già dalla fine del V secolo ma documenti certi sono datati al IX secolo) e ad essa sono da ascrivere alcuni primi interventi come la costruzione del convento e nel XII secolo l’ampliamento della chiesa preesistente. La storia del Santuario, però, si interruppe nel XIV secolo quando la Mentorella venne abbandonata quasi del tutto fino al XVII secolo: nel 1661, il gesuita tedesco Athanasius Kircher riscoprì il Santuario e, grazie anche ad indispensabili sostegni politici, gli ridonò vita avviando il restauro del complesso e favorendo in tal modo la ripresa dei pellegrinaggi. Tutto ciò durò fino al 1773 quando l’Ordine della Compagnia di Gesù venne soppresso e la Mentorella andò incontro ad un nuovo stato di abbandono, durato fino al 1857: l’anno in cui il Santuario venne affidato alla Congregazione della Resurrezione che, nel 1883, comprò dallo stato italiano la chiesa e il convento (nel 1870 la Mentorella divenne proprietà statale e nel 1880 dallo stesso Stato messa all’asta).
Conoscere la complessa e articolata storia della Mentorella permette di immaginare quanto la sua visita costituisca un’occasione per godere di testimonianze storico artistiche molto eterogenee

Il Santuario della Mentorella
La chiesa a tre navate del XII secolo. All’interno testimonianze storico-artistiche che vanno dal XI/XII secolo al XIX.
Il Santuario della Mentorella
Il facile percorso che dalla chiesa conduce alla grotta di San Benedetto da Norcia
Il Santuario della Mentorella
La scala santa del XII secolo; percorrendola si raggiunge un suggestivo punto panoramico e la Capella di Sant’Eustachio
Il Santuario della Mentorella
Le due campane collocate accanto alla Cappella di Sant’Eustachio (XVII secolo), costruita nel luogo in cui avvenne la conversione del Santo Martire. Ogni pellegrino che vi giunge può suonare le campane, tanto che una targa lì posta recita: “Non far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano”. Il paesaggio, il silenzio e il  suono delle campane tra le montagne rendono tutto molto suggestivo.

Alcune “curiosità” su la Mentorella

Al periodo benedettino, in particolare all’XI/XII secolo, risale la scultura in legno di rovere della Madonna delle Grazie, probabilmente realizzata da un monaco e oggi collocata nel ciborio del XIV secolo, posto sull’altare marmoreo.
La Mentorella è stato un luogo molto caro a Giovanni Paolo II, che per la prima volta vi sostò in occasione del Concilio Vaticano II (1962-1965). Da quel momento il Santuario continuò ad essere tra le sue mete predilette, basti pensare che il Santo Padre si trovava alla Mentorella pochi giorni prima del Conclave e vi tornò, in occasione della sua prima visita ufficiale, subito dopo la sua elezione.
Per gli amanti delle passeggiate e del trekking il Santuario è raggiungibile anche attraverso svariati percorsi, per godere ancor di più della bellezza del luogo.

Per ogni ulteriore approfondimento vi lascio il link al bel contributo sulla Mentorella che ho consultato in occasione della mia visita e per il post!!

Se invece non avete ancora letto l’ultimo post dedicato al libro Il dentista di Duchamp di Serena Giordano vi lascio qui il link: un modo divertente per scoprire un po’ di storia dell’arte.

(1) Papa Gregorio Magno discendeva dalla famiglia romana degli Anici, proprietari dei terreni dove la Mentorella si sviluppò.

Il borgo marchigiano di Torre di Palme

Un borgo medievale ricco di stimoli storico artistici e naturalistici, sei curioso di scoprirlo?

Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme
Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme
Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme
Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme

Mi piace iniziare questo post con una citazione dello scrittore e giornalista Guido Piovene «Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie». Nella scorsa settimana, consapevole delle testimonianze storico artistiche e delle possibilità naturalistiche che questa Regione offre, ho cercato di godere con la giusta calma  ̶  quella che ci manca sempre di più nella vita di tutti i giorni  ̶  di tante “piccole” realtà del territorio. Tra queste l’incantevole  ̶  e non sto esagerando  ̶ Torre di Palme, in provincia di Fermo: un borgo medievale che, a 104 metri sul mare, offre irresistibili scorci sul Mar Adriatico.
La storia di Torre di Palme è legata a quella dell’antica città Picena di Palma (VI secolo a.C), poi conquistata dai Romani nel III secolo a. C. e nota sia per il suo porto sia per l’area in cui sorgeva, l’Ager Palmensis (Val Vibrata – Chienti), rinomata già in epoca romana per la produzione di ottimo vino. Torre di Palme sorse poi tra XI e XII secolo, quando iniziarono a verificarsi i primi spostamenti della popolazione dell’antica Palma  ̶  distrutta a causa delle invasioni barbariche e di quelle dei pirati saraceni  ̶  verso il colle dove era già collocata una torre di avvistamento (Turris Palmae, da cui il nome) e dove già alcuni eremiti si erano recati.

Ma ora dopo questi brevi cenni storici, cosa ci si deve aspettare visitando Torre di Palme? Cosa vedere?
Ecco alcuni spunti:
1 La Chiesa di San Giovanni Battista.
2 La Chiesa di Santa Maria a Mare e il vicino Oratorio di San Rocco.
3 La Chiesa Parrocchiale di S. Agostino.
4 Il bosco del Cugnolo e la storia della Grotta degli amanti Laurina e Antonio.

1 La Chiesa di San Giovanni Battista risulta essere la più antica costruzione  ̶ realizzata in blocchi di pietra  ̶  di tutta Torre di Palme: risalente al IX-X secolo circa, quando i primi gruppi di eremiti (vedi sopra) si stabilirono in questo borgo. L’interno è essenziale, a pianta rettangolare (aula unica), mentre la facciata presenta nel sottotetto una serie di archetti pensili a tutto sesto e un portale sormontato da un arco ugualmente a tutto sesto. La Chiesa è stata sottoposta a due interventi di restauro, uno nel 1930 (di questo infausto periodo resta una targa dedicata ai caduti in guerra), e il secondo nel 1996.

Torre di Palme
Facciata della Chiesa di San Giovanni Battista di Torre di Palme

2 La Chiesa di Santa Maria a Mare è una chiesa complessa da descrivere in poche righe per il suo essere estremamente eterogenea: eretta tra XII e XIII secolo presenta tantissimi elementi tipici dei secoli a venire; si riscontrano influssi romanici, gotici ma anche rinascimentali, fino alle tempere del soffitto, a tema mariano, del pittore Sigismondo Nardi del 1911. Affascinante è osservare i vari affreschi che si incontrano percorrendo con lo sguardo le mura. Devo dire che a livello architettonico e figurativo è l’edificio (pianta rettangolare a tre navate) che ho apprezzato di più tra tutti, in particolare per l’area presbiteriale in tre campate (la zona con l’altare), delimitata da tre grandi arcate ogivali; sulla sinistra dello stesso presbiterio vi sono anche un arcosolio di un priore (un tipo di sepoltura a parete, sormontata da un arco a tutto sesto) con un affresco di scuola giottesca e alcuni altri databili tra XV e XVI secolo. Uscendo dalla Chiesa ci si ritrova quasi subito di fronte al belvedere del borgo  ̶  da cui scattare delle foto è praticamente un riflesso condizionato  ̶  e all’Oratorio di San Rocco (XIV-XV secolo).

Torre di Palme
Facciata della Chiesa di Santa Maria a Mare di Torre di Palme
Torre di Palme
Interno (area presbiteriale) della Chiesa di Santa Maria a Mare di Torre di Palme
Torre di Palme
Interno con le arcate ogivali (area presbiteriale) della Chiesa di Santa Maria a Mare di Torre di Palme
Torre di Palme
Interno della Chiesa di Santa Maria a Mare di Torre di Palme

3 La Chiesa Parrocchiale di S. Agostino: un edificio a pianta rettangolare relativo ai secoli XIV e XV secolo, dalle influenze tardo medievali. La facciata è a capanna (ovvero con tetto a due spioventi), un rosone in alto ed un portale strombato. La chiesa è rinomata per la presenza del Polittico (tempera su tavola) del veneziano Vittore Crivelli (Venezia, 1440 – Fermo 1501/1502), di cui a primo acchito si possono cogliere i riferimenti tardogotici e bizantini. La predella (la fascia del Polittico in basso), con Gesù Cristo tra gli Apostoli, è testimone del furto dello stesso Polittico nel 1972: alcuni apostoli sono mancanti.

Torre di Palme
Interno della Chiesa Parrocchiale di Sant’Agostino di Torre di Palme
Torre di Palme
Facciata della Chiesa Parrocchiale di Sant’Agostino di Torre di Palme
Torre di Palme
Polittico di Vittore Crivelli della Chiesa Parrocchiale di Sant’Agostino di Torre di Palme
Belvedere di Torre di Palme
Torre di Palme
Oratorio di San Rocco di Torre di Palme

4 Torre di Palme è un’interessante meta anche per gli appassionati di escursioni e natura. Si tratta, infatti, di un borgo noto per la presenza dell’area boschiva del Cugnolo e del suo sentiero. Il percorso di circa 2 km  ̶  esempio di macchia mediterranea lungo la Costa adriatica  ̶  non è complesso (necessita però di idonee calzature e della necessaria prudenza) ed è raggiungibile a piedi direttamente dal borgo, grazie al cartello di indicazione. Non solo natura ma anche storia: percorrendo il sentiero si può raggiungere la Grotta degli Amanti, un luogo legato ai due giovani promessi sposi Laurina e Antonio. Antonio, un militare della Prima guerra mondiale, decise una volta in congedo di non ritornare più a combattere e di rifugiarsi con l’amata in questa grotta di arenaria. Antonio stava rischiando l’accusa di diserzione, il tempo passava inesorabile e le notizie circolavano, così, i due amanti, piuttosto che separarsi ed andare incontro ad uno sfavorevole destino, preferirono uccidersi, gettandosi legati insieme dallo scialle di lei e dalla cinta di lui nel Fosso di S. Filippo (70 m), in cui si scende entrando nel sentiero. Laurina morì all’istante, Antonio pochi mesi dopo a causa delle gravi ferite riportate alla colonna vertebrale.

Torre di Palme
Sentiero del Cugnolo a Torre di Palme
Torre di Palme
Sentiero del Cugnolo a Torre di Palme

Questi sono solo alcuni spunti e che dirvi di più? Ho apprezzato molto la visita sia per le architetture che vi ho incontrato, sia per la cura che i cittadini del posto hanno verso la loro terra: ogni angolino offre scorci evocativi, balconcini fioriti, archi, caffè e ristorantini. L’Italia è piena di tesori e mete da non lasciarsi sfuggire perché la nostra Italia è davvero tutta da scoprire!

Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme
Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme
Torre di Palme
Veduta di Torre di Palme

Fonti
Per quanto riguarda le fonti ho attinto a tutti i pannelli esplicativi collocati all’esterno degli edifici storici del borgo  ̶  cosa che ho apprezzato moltissimo: una realtà ben organizzata e che ci tiene a far conoscere con la dovuta precisione i propri tesori  ̶  e dal sito dei borghi più belli di Italia di cui vi lascio il link.

Se vuoi vedere la gallery completa vieni a dare un’occhiata al profilo instagram di Confronti d’arte