Amedeo Modigliani: un artista, un uomo.

Vuoi iniziare a conoscere Amedeo Modigliani?
Leggi i 9 punti per scoprire alcune curiosità sulla vita dell’artista 

Amedeo Modigliani e il nudo sdraiato

Amedeo Modigliani, Reclining Nude, 1917, olio su tela (CC0, The Metropolitan Museum of Art, New York, The Mr. and Mrs. Klaus G. Perls Collection, 1997). 

I più conoscono Amedeo Modigliani come l’autore degli enigmatici ritratti dal collo lungo. Altri sanno che era un artista livornese, trapiantato a Parigi, dal fascino tenebroso, dedito agli eccessi e dal carattere irrequieto. Qualcun altro ancora ricorderà lo scandalo delle teste ritrovate nei fossi di Livorno: la leggenda vuole che l’artista vi abbia gettato delle sue sculture, così, nel 1984, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della nascita dell’artista, si iniziò a cercarle. Di teste ne vennero trovate ben tre…la critica, fatte alcune eccezioni, era in visibilio…peccato fossero tre falsi: due di uno scultore locale, Angelo Froglia, e una di un gruppo di tre giovani studenti livornesi, Michele Ghelarducci, Pietro Luridiana e Pierfrancesco Ferrucci. Uno scherzetto  ̶  o operazione concettuale, dipende dai punti di vista  ̶  che creò non poco scompiglio.
Ma chi era davvero Amedeo Modigliani? Lungi da me voler ripercorrere la lunga vicenda dell’artista, nonostante la breve vita. Voglio, però, offrire degli spunti, sperando di stimolare la curiosità e invogliarvi a scoprire qualcosa in più.

Amedeo Modigliani e la testa di donna

Amedeo Modigliani, Woman’s Head, 1912, pietra calcarea (CC0, The Metropolitan Museum of Art, New York, The Mr. and Mrs. Klaus G. Perls Collection, 1997).

Indice
1 Nascita e morte di Amedeo Modigliani
2 Accenni sulla storia familiare di Amedeo Modigliani
Il fondamentale rapporto di Amedeo Modigliani con il nonno materno e con la madre
4 L’arte entra definitivamente nella vita di Amedeo Modigliani
5 Amedeo Modigliani arriva a Parigi
6 Le frequentazioni di Amedeo Modigliani a Parigi tra arte ed eccessi
7 Gli amori di Amedeo Modigliani e il rapporto con Jeanne Hébuterne
8 La tragica fine di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne
9 I mercanti d’arte e la fortuna postuma di Amedeo Modigliani

1 Nascita e morte di Amedeo Modigliani

• Amedeo Modigliani nacque a Livorno, in via Roma 38, il 12 luglio 1884, dai coniugi Eugenia Garsin e Flaminio Modigliani e morì a Parigi il 24 gennaio 1920, a soli 35 anni, a causa di una meningite tubercolare.

2 Accenni sulla storia familiare di Amedeo Modigliani

• Amedeo Modigliani era l’ultimo di quattro figli. Aveva due fratelli e una sorella: Emanuele, deputato socialista, Umberto, ingegnere, e Margherita che riconobbe e crebbe Giovanna Modigliani, (s)fortunata figlia dell’artista.
• Le famiglie di entrambi i genitori erano di origini ebree. Questa eredità Amedeo Modigliani la portò a suo modo sempre con sé.
• La famiglia di Amedeo Modigliani era medio borghese, entrambi i genitori venivano da famiglie di commercianti, con la sola differenza che la famiglia di Eugenia Garsin era molto più liberale di quella di Flaminio Modigliani. Quando Amedeo nacque, però, la situazione economica familiare era pessima. Flaminio non era un buon padre, da sempre assente in famiglia, aveva ormai fallito anche professionalmente. La situazione era talmente grave che il giorno della nascita di Amedeo, Eugenia dovette fare i conti con il rischio del pignoramento dei beni. Fu proprio Eugenia, donna intelligente e intraprendente, a risollevare con le sue sole forze la famiglia: nel 1887 aprì a Livorno, nella nuova abitazione in via delle Ville una scuola, scuola Garsin.

3 Il fondamentale rapporto di Amedeo Modigliani con il nonno materno e con la madre

• Il piccolo Amedeo Modigliani aveva uno splendido rapporto con il vecchio Isacco Garsin, il nonno materno che viveva con loro, insieme anche alle due figlie e sorelle di Eugenia Garsin (la mamma di Amedeo mandava avanti una famiglia di ben 10 persone tra figli, marito, sorelle e padre). Isacco era un uomo colto, conosceva varie lingue e la sua saggezza doveva aver rapito Amedeo, nonostante fosse ancora molto piccolo. Il nonno morì quando Amedeo Modigliani aveva appena 10 anni.
• Negli anni il rapporto di Amedeo Modigliani con la madre andò rafforzandosi ogni anno di più. È proprio Eugenia a rimanere accanto al figlio, quando, nel 1898, comparvero le prime avvisaglie della cagionevole salute di Amedeo: a 14 anni si ammalò di tifo, dopo una pleurite avuta tre anni prima.

4 L’arte entra definitivamente nella vita di Amedeo Modigliani

• Al tragico 1898 si ascrive il desiderio di Amedeo Modigliani di dedicarsi all’arte: la madre lo comprese e lo assecondò, tanto che, nel 1899, Amedeo lasciò gli studi classici e iniziò a dedicarsi a tempo pieno alla sua passione. Probabilmente in tale scelta ebbe un ruolo chiave Rodolfo Mondolfi, insegnante di Amedeo al liceo classico Niccolini-Guerrazzi, e caro amico di Eugenia.
• Negli anni della malattia e convalescenza Amedeo Modigliani potè anche conoscere e iniziare ad amare l’arte italiana antica e moderna. A seguito della malattia, infatti, fece, su suggerimento dei medici un viaggio estivo, che con la madre lo portò a visitare città d’arte come Napoli, Torre del Greco, Capri, Amalfi e Roma.
• Prima di trasferirsi a Parigi nel 1906, Amedeo Modigliani a Livorno fu allievo di Guglielmo Micheli, e all’Accademia di Belle Arti di Firenze dell’anziano macchiaiolo Giovanni Fattori (anche Micheli era stato suo allievo). Già da questi primi approcci di Amedeo all’arte in lui iniziò a maturare un sentimento artistico del tutto personale.

5 Amedeo Modigliani arriva a Parigi

• Amedeo Modigliani arrivò a Parigi nel 1906 e il suo unico punto fermo era la lingua francese, che la madre gli aveva insegnato quando era piccolo.
In ogni caso, la trasformazione di Amedeo fu rapidissima. Da ragazzo borghese, composto e inesperto si trasformò ben presto in un tenebroso e irrequieto artista. Se da piccolo in famiglia il soprannome di Amedeo era Dedo, a Parigi, si trasformò in Modì, la cui pronuncia rimanda direttamente al vocabolo francese maudit, ovvero maledetto.
• La Capitale francese a inizio Novecento era simbolo di modernità, tutto era frenetico e frizzante. Nonostante nel tempo Amedeo Modigliani fosse diventato un indiscusso protagonista del panorama culturale dell’epoca, si impegnò tutta la vita nel cercare di affermarsi ed essere riconosciuto. Del resto in una Parigi in continua trasformazione e in cui le novità artistiche non accennavano a diminuire, non deve essere stato facile.

Amedeo Modigliani e Juan Gris

Amedeo Modigliani, Juan Gris, 1915, olio su tela (CC0, The Metropolitan Museum of Art, New York, Bequest of Miss Adelaide Milton de Groot (1876-1967), 1967).

6 Le frequentazioni di Amedeo Modigliani a Parigi tra arte ed eccessi

• Conoscere la vita parigina di Amedeo Modigliani significa ripercorrere attivamente la vita culturale e artistica della Parigi dell’epoca, tra luoghi e protagonisti. La storia di Modì si intreccia con quella degli artisti Costantin Brậncusi, Juan Gris, Max Jacob, Pablo Picasso, Chaїme Soutine, Maurice Utrillo, degli scrittori Jean Cocteau, Beatrice Hastings, della famosa prostituta ritratta da vari artisti, Alice Prin, anche detta Kiki di Montparnasse (è la modella della nota fotografia di Man Ray, Le violon d’Ingres del 1924). Questi nomi, ognuno legato a precisi aneddoti, costituiscono solo alcuni esempi e questo rende chiaro quanto la storia di Amedeo Modigliani costituisca una immensa e stimolante testimonianza.
• Nonostante la salute cagionevole, Amedeo Modigliani non accennava a curarsi né a ridurre gli eccessi: negli anni parigini si abbandonò ad alcool e droghe che acuivano ancor di più i lati burrascosi del suo carattere e probabilmente l’aiutavano a mettere a tacere le insicurezze che con sfrontatezza tentava di nascondere.

7 Gli amori di Amedeo Modigliani e il rapporto con Jeanne Hébuterne

• Amedeo Modigliani fu un grande amatore, le sedute di posa con le modelle spesso si interrompevano per lasciare spazio ad esperienze di altro tipo, fervide e appassionate. Nonostante pare che Amedeo ebbe anche un figlio dalla modella canadese Simone Thiroux, con un’altra donna costruì un rapporto unico e particolare: Jeanne Hébuterne, una giovane artista di 19 anni che Amedeo conobbe nel 1917 e con la quale visse gli ultimi anni della sua vita.

Jeanne Hebuterne e Amedeo Modigliani

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne, 1919, olio su tela (CC0, The Metropolitan Museum of Art, New York, Gift of Mr. and Mrs. Nate B. Spingold, 1956).

8 La tragica fine di Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne

• Amedeo Modigliani venne ritrovato moribondo il 22 gennaio 1920, con accanto Jeanne, incinta di nove mesi del secondo figlio: i due avevano avuto già Jeanne (Giovanna Modigliani), nata nel 1918. L’artista venne portato in ospedale, ma, ormai in coma, morì due giorni più tardi, il 24 gennaio 1920.
• Jeanne Hébuterne, giovane di buona famiglia, i cui genitori avevano fatto di tutto per ostacolare il rapporto con l’artista tanto più grande di lei, il 25 gennaio 1920, al nono mese di gravidanza, si tolse la vita, buttandosi dal quinto piano della casa dei suoi genitori. I due amanti sono oggi seppelliti insieme nel cimitero di Père Lachaise di Parigi.

9 I mercanti d’arte e la fortuna postuma di Amedeo Modigliani

• Due sono i più importanti collezionisti e mercanti d’arte che a Parigi si occuparono di seguire l’operato di Amedeo Modigliani: Paul Guillaume e Léopold Zborowski. Il primo rimase vicino all’artista dal 1914 al 1916 circa, mentre il secondo entrò a far parte della vita di Amedeo dal 1917 fino al momento della morte dell’artista.
• Nonostante tutto ciò, Amedeo Modigliani visse sempre in semi miseria, anche a causa della sua incapacità di gestire il guadagno mensile che il lavoro di Léopold Zborowski gli assicurava negli ultimi anni. In più le quotazioni delle sue opere crebbero vertiginosamente solo dopo la sua morte, iniziando a dare al grande Amedeo Modigliani il riconoscimento, arrivato troppo tardi, che da sempre meritava.

Per concludere: in uno dei prossimi post parleremo dello stile di Modì, intanto vi lascio la bibliografia a cui ho fatto riferimento. Si tratta di due testi che ho amato e di cui consiglio assolutamente la lettura:

1 Jeanne Modigliani, Modigliani, mio padre, Abscondita, Milano, 2005

2 Corrado Augias, Modigliani. L’ultimo romantico, Mondadori, Milano, 2013 (Ed. orig. 1998)