Programmi d’arte: la divulgazione in TV

Vuoi scoprire i programmi d'arte che ho selezionato per questo post? Leggi e ne scoprirarai 5Vuoi scoprire i programmi d’arte che ho selezionato per questo post? Leggi e ne scoprirarai 5

La televisione può essere un ottimo strumento per favorire la divulgazione da parte di esperti del settore. Già immagino che ci siano alcune persone contrarie, convinte che così non si faccia altro che banalizzare, ma sono fermamente convinta, invece, che in tal modo si sensibilizzi il largo pubblico a nuove tematiche.
Siamo abituati a vedere bellissimi programmi dedicati alla divulgazione storica ma come siamo messi con l’arte? Quali sono stati i più famosi programmi d’arte della televisione italiana? Ne ho selezionati 5 per l’occasione, scopriamoli insieme

INDICE DEI PROGRAMMI D’ARTE
1 A che gioco giochiamo (1969), condotto da Corrado con la collaborazione dell’attrice Valeria Fabrizi
2 Arte Città (1979-80), condotto da Flavio Caroli,
3 Mixer (1980-1998) con Federico Zeri
4 Passpartout (2001- 2011), condotto da Philippe Daverio
5 Fuori Quadro (2014-2015), condotto da Achille Bonito Oliva

E ora cominciamo a scoprire questi programmi d’arte:

1 A che gioco giochiamo è stato trasmesso nel 1969 sul Programma Nazionale (Rai 1 oggi), ideato dalla società Corima, Guido Castaldo e Franco Torti. Il conduttore, il Corrado Nazionale, lo conduceva dal Teatro delle Vittorie di Roma con la collaborazione dell’attrice Valeria Fabrizi. A che gioco giochiamo rientra tra i programmi d’arte che favoriscono la divulgazione storico-artistica tramite il gioco: quattro giocatori divisi in due squadre impegnate a terminare per prime una sorta di puzzle con l’immagine di un’opera famosa. La squadra più veloce poteva vincere un montepremi a patto che ne indovinasse l’autore…….insomma A che gioco giochiamo è sicuramente da annoverare tra i programmi d’arte che insegnano divertendo.

2 Artecittà-Gioco come cultura è stato trasmesso tra il 1979 e il 1980, ideato da Maurizio Corgnati e condotto dal noto storico dell’arte Flavio Caroli. Si tratta di un altro tra i programmi d’arte che a suo modo poneva al centro il gioco. Questa volta i protagonisti assoluti del quiz show erano il patrimonio del paese e in particolare la storia di alcune città, opere d’arte e artisti. I tre concorrenti dovevano rispondere a delle domande relative agli argomenti selezionati e ascoltare la successiva e articolata spiegazione di Caroli. Artecittà non è mai stato un vero e proprio game show quanto più un talk show che ha usato come pretesto per l’insegnamento il gioco. Il vincitore della puntata aveva diritto a tornare nella puntata successiva e vinceva un’opera grafica o un multiplo di artisti allora emergenti invitati in studio per l’occasione. Tra questi i grandi Ugo Nespolo, Gianfranco Notargiacomo, Marcello Jori e tanti altri: un modo anche per parlare di contemporaneo.

3 Mixer il programma televisivo ideato da Aldo Bruno, Giovanni Minoli, Giorgio Montefoschi e condotto tra anni Ottanta e Novanta da Giovanni Minoli su Rai 2 e Rai 3. Da rotocalco televisivo ha visto la partecipazione dal 1980 al 1998 del critico d’arte Federico Zeri. In vero anche se Mixer non può essere considerato tra i programmi d’arte veri e propri credo sia fondamentale citarlo e ricordarlo, per la presenza di un importante critico italiano alle prese con la sensibilizzazione artistica.

4 Passpartout, ideato da Philippe Daverio e Mauro Raponi e condotto dal 2001 al 2011 dallo stesso Daverio su Rai 3 e Rai 5. Ogni puntata dedicata ad uno specifico tema vedeva l’affascinante conduttore prodigarsi in spiegazioni accattivanti e mai scontate. Senza dubbio tra i programmi d’arte e cultura che ho amato di più.

5 Fuori Quadro, ideato e condotto da Achille Bonito Oliva tra 2014 e 2015 su Rai 3. Tra i pochissimi ̶̶ se non l’unico ̶ programmi d’arte televisivi a dedicarsi all’arte contemporanea a 360 gradi. Ogni puntata era dedicata ad approfondimenti specifici con interviste ad artisti e curatori, per consentire allo spettatore di avvicinarsi e conoscere il mondo dell’arte contemporaneo. Ho apprezzato tantissimo l’idea di Bonito Oliva, in quanto credo che l’arte contemporanea e i suoi meccanismi siano di difficile comprensione, sempre guardati con sospetto dai più.

Tu conosci altri programmi d’arte? Cosa ne pensi della divulgazione televisa?

Come di consueto vi lascio un indicazione bibliografica a cui fare riferimento qualora vogliate approfondire e scoprire qualcosa in più sui programmi d’arte e sulla divulgazione artistica in TV!

Aldo Grasso, Vincenzo Trione (a cura di), Arte in TV. Forme di divulgazione, Johan & Levi Editore, Monza, 2014

PS: NON HO CITATO PIETRE MILIARI COME PIERO E ALBERTO ANGELA MA È OVVIO CHE RIENTRANO DI DIRITTO NELLA LISTA =)

PPS: se non avete ancora letto, lo scorso articolo della rubrica Le storie dell’arte, vi lascio il link...potrete leggere una bellissima intervista a Francesco Tetro, direttore della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina.